Ecco fatto, si disse il nostro povero Guido Lamoto, oltre a evitare di fare la frittata con le erbette che sarebbe stata una cena da leccarsi i baffi ( Qualche anima buona di cuore mi spiega come fa a leccarsi i baffi una persona se non li ha?) mi tocca, anzi ci tocca ricominciare daccapo le ricerche caso mai ci fosse scappato qualche dettaglio. Lasciando la povera suora a guardare il disastro appena compiuto, il nostro "eroe" uscì in tutta fretta dalla cucina e sacramentando con la mente ( dopotutto si era in un convento) andò alla ricerca del suo compare. Lo trovò nella cripta insieme a due suore che stavano tutti insieme, a dare la cera di conservazione agli inginocchiatoi. Il convento non era nuovo, nuovo, anzi il contrario e da un po' di tempo una colonia di tarli banchettavano con questi e si temeva che alla fine qualche suora si sarebbe trovata per terra, dopo la rottura dell'inginocchiatoio. Il compare di Guido, che iniziava a trovarsi bene nel convento e pure questi lavoretti non erano male, gli disse di attendere che avessero finito o se aveva così tanta urgenza come sembrava, di prendere uno straccio e di cooperare al lavoro. Se qualche persona fosse entrata in quel momento si sarebbe reso conto che tutto ciò che si vedeva non poteva essere seria: due finti monaci che davano la cera e usando un bel po' di olio di gomito.
Dopo un'oretta circa Guido prese per un braccio il suo compare e senza tante cerimonie lo fece uscire dalla cripta. Trovando un luogo appartato , gli fece il resoconto delle ultime novità e gli disse che si ricominciava da zero e ci si doveva dare una mossa perchè non era rimasto tanto tempo per le ricerche. Iniziarono di nuovo le ricerche. Non lasciarono indietro nessun locale a loro permesso di stare. A volte trovarono i locali del convento deserti, a volte li trovarono occupati dalle suore intente alle loro faccende. Capitò quindi di dover dare una mano a piegare le lenzuola, appena raccolte sugli stendini e piegarle come volevano le suore proprio per evitare richiami. Si trovarono a sistemare cassette di frutta e verdura che erano state consegnate in giornata, ma mai sistemate e alla fine della mattinata si sedettero su una panchina a fare il resoconto delle ricerche. Un resoconto che dava come unico risultto un fiasco totale. Si d'accordo che con il loro aiuto molte suore avevano fatto prima e con meno fatica, ma mica potevano andare dallo scozzese dicendogli: La pala non è stata trovata, ma se vuole e facendole un ottimo prezzo le possiamo vendere una serie di badili. Cosa ne dice? ( Questa è proprio assurda! Posso chiedere clemenza?) Nell'assurdità ho una mezza idea di mettere le nuvolette, come nei fumetti, sopra le loro teste. Una con un bel ? e l'altra con un bel ! perchè alla fine di tutto qualcosa doveva pure succedere e alla fine successe qualcosa, ma non finì come si potrebbe pensare. pensa e ripensa, i due ladruncoli si resero conto che si visitato tutto il convento, ma dimenticato un locale adibito a magazzino. Partirono con uno scatto degno di un centrometrista e si trovarono davanti alla porta di esso. Con immensa sorpresa la porta era chiusa e con un bel lucchetto luccicante talmente era nuovo. Cosa si poteva fare adesso? Andare a chiedere la chiave era impossibile, quindi bisognava solamente cercare di aprirlo con le "buone" maniere. Qui si vide l'esperienza accumulata dal nostro Guido ad aprire i lucchetti. Adesso non pensate mica che fosse pure un bravo scassinatore di porte o lucchetti altrui. Era bravo perchè da giovane era smemorato e su 6 volte alla settimana ,4 si dimenticava o perdeva la chiave del lucchetto. Entrarono con circospezione e iniziarono la ricerca. Vi era di tutto in quel magazzino, sembrava che ogni oggetto li dentro potesse essere usato per altri scopi . Dopo aver mangiato kg di polvere e starnutito chissà quante volte finalmente la trovarono. Se ci fosse stato con loro Archimede di Samotracia si sarebbe sentito gridare :Eureka!!!!, ma non essendoci ci fu soltanto il five tra loro due. La pala era di squisita fattura, un'opera che era ancora conservata decentemente e il personaggio dipinto infondeva una strana serenità. Strana serenità perchè guardandola ti faceva venire solamente il pensiero di metterla da qualche parte, sopra a qualsiasi altare piuttosto che falla richiudere in una stanza dove solo un paio di occhi l'avrebbero potuta ammirare. I nostri ladruncoli si guardarono negli occhi e facendo attenzione di non essere scoperti uscirono dal magazzino e si avviarono verso la cripta dove si sentivano indirizzati da una forza a loro estranea. Entrarono e si sedettero nei banchi di preghiera. Adesso che si fa? Si chiesero a vicenda e in contemporanea. Va bene che i soldi fanno gola a tutti ed è un piacere averli, ma in questo modo non me la sento. Derubare queste suore che generosamente ci hanno accolto in una notte tempestosa mi sembra una bella carognata, però dall'altra parte vi è questo scozzese che oltre ad essere avaro deve essere pure disonesto forte. Mentre stavano dando vita ai loro pensieri a Guido Lamoto vibrò il cellulare. Parlando del diavolo spuntano le corna, si dice in un detto, e quella telefonata era proprio dello scozzese. Telefonava a loro per ricordare a loro del tempo che stava passando inesorabilmente e di darsi una mossa per trovare questa pala. Incuriositi da questo intenso interessamento andarono su google e dopo alcune ricerche scoprirono che questa pala aveva un valore inestimabile dovuto all'autore e al periodo storico della sua nascita. In quel momento passò la Madre Superiora e si fermò a scambiare due parole con loro. Iniziarono a parlare del più e del meno, poi Lamoto le chiese che cosa avrebbe fatto se avesse avuto più donazioni. La Superiora ci pensò un attimo e disse che c'erano alcune cose importanti che avrebbe desiderato fare e per vedere alla fine sorrisi su facce che fino ad ora avevano visto solamente miseria e delusione. Il denaro non bastava mai per tutto ciò che voleva fare e a volte le piangeva il cuore nel dire di no a chi nutriva speranze su di lei. Prima di ritornare a fare le proprie cose la Superiora li guardò entrambi, i suoi occhi fissi sui loro occhi e dopo un po' disse sibillinamente: Se trovate qualche benefattore che voglia aiutare chi sta in difficoltà pensate anche a ciò che è stato appena detto.
Passarono 2 mesi, nel convento la vita continuava come sempre. I due pseudo frati erano andati via sulla loro Yaris e uno scozzese era stato arrestato per commercio e ricettazione di arredi sacri. La vita scorreva come sempre, dicevo, ma se si guardava in fondo in fondo non era proprio così. Nel convento la Superiora era meno pensierosa, qualche desiderio lo aveva esaudito, tra le suore vi era una coppia di uomini che erano dei factotum e contenti di aver trovato un lavoro che in fondo in fondo dava serenità e gioia. Vi state chiedendo della famosa pala, mi sa tanto. Ebbene la famosa pala con La Madonna e Gesù Bambino la potete vedere ogni volta che andate in un certo museo....Eh si, quella pala si meritava di essere vista da decine e decine di occhi, magari speranzosi di qualche grazia, piuttosto che da due soli occhi avidi di denaro.....
Una cosa poco seria......Cap 4 testo di anima aperta